Venerdì pomeriggio: giorno di shopping . Dopo ahimè numerosi acquisti entro in un negozio di Sport:
Il negozio è piccolo, già all’apparenza vuoto, i commessi si guardano in faccia l’un l’altro, chi si lima le unghie, chi fissa il nulla….
“Beneeee….perchè cavolo sono entrata?” mi dico.
Odio quando è così… Nei negozi vuoti i commessi frustrati e annoiati sfogano sulla prima povera cliente che entra tutte le loro premure e attenzioni ansiogene e io sapevo che anche oggi sarebbe andata così.
Bisognerebbe diffidare dai negozi pieni solo di commessi e non di clienti!!!
In questi infatti a noi clienti non è consentito un vagabondaggio tranquillo e rilassato tra i reparti e i corridoi, non ci è lasciata la possibilità di prendere i capi esposti, aprirli, toccarli, guardarli, appoggiarceli addosso guardandoci allo specchio per vedere se il colore ci dona o meno, né tantomeno gironzolare arraffando un po’ questo un po’ quello per poi lasciarlo subito dopo inosservati sul primo scaffale….
Nooooo questo non lo possiamo fare in un negozio vuoto!!!! E sapete perché?
Per il lui o la lei di turno……il nostro nemico, il nostro incubo più temuto per i prossimi 20 minuti….
IL COMMESSO!!!!
Si avvicinerà a voi con quell’aria da persona competente e preparata su tutte le collezioni e i singoli capi del negozio come se avesse appena dato un esame universitario in “Capi d’abbigliamento e altre forme tessili”.
A quel punto vi dirà: “ Posso aiutarla? Cosa desidera?”
Voi vorreste solo dire: “Si desidero che lei sparisca dalla mia vista e mi lasci fluttuare per il negozio lasciando libero sfogo al mio shopping compulsivo, grazie” . Ma vi limiterete a dare una delle due risposte:
1) -“No grazie sto dando un’occhiata” ( classica frase per far capire di essere lasciata in pace)
A quel punto lui non mollerà mica l’osso, con un sorrisino beffardo si pianterà dietro di voi, esattamente dove voi potete vederlo con la coda dell’occhio e vi FISSERÀ INCESSANTEMENTE non risparmiandovi un solo secondo il suo sguardo invadente.
Allora voi e io penserete: “Ma che vuole???” Non ha capito che gli ho gentilmente detto di farsi un giro? Perché mi si apposta lì come un gufo impagliato???
Il suo atteggiamento invasivo comporterà allora con molta probabilità la vostra uscita dal negozio poiché il suddetto commesso avrà avuto la capacità di mettervi ansia e frustrazione. Risultato: non comprate nulla.
Altra possibilità:
2) Rispondete (come me ieri) : “Si grazie, cercavo un costume, magari se fate ancora gli sconti…” (siamo al 29 gennaio CHI NON FA GLI SCONTI!!!???)
E il commesso, con aria seccante e infastidita, come se lo avessi insultato, risponde secco:
“ Non ci sono sconti sui costumi”.
“Ok mi scusi…SCUSIIII….non la prenda sul personale” penso io.
Tuttavia, nel momento in cui il commesso verrà chiamato in causa a svolgere il suo compito da “assistente alla vendita” per me ( e per tutti coloro che lo chiameranno ad intervenire) sarà la fine, l’inizio dell’incubo:
Vi passerà 259 costumi, di taglie, marche e colori diversi, vi darà il suo consiglio personale su ognuno di essi e metterà in campo tutte le conoscenze tecniche che possiede.
In più vi spingerà quasi a forza nel camerino per incitarvi a comprare qualcosa e una volta avervi barricato dentro si metterà dietro la porta, in appostamento, senza lasciarvi alcuna via di fuga!!!
Per poi dirvi dopo 30 secondi (giuro che li ho contati):
- ” Allora signorina, come va? Come le veste? Le piace?” E altre frasi interrogative piuttosto inutili….
Ora, a prescindere dal fatto che siamo a gennaio e io sono ricoperta da mille strati di indumenti composti principalemente da:
-Canotta
-Maglietta a maniche corte
- Maglioncino di cotone
-.Maglione di lana
-Cappotto
-Sciarpa, guanti e cappello
Il pensiero sorge dunque spontaneo: “Potrebbe lasciarmi almeno il tempo di spogliarmi prima???????????”
Dopodichè, superate le prime 40 domande attraverso la porta su come veste il capo e se ho bisogno di qualcosa, fosse solo un consiglio da “esperto/a”, decido di restare ancora qualche minuto a guardarmi allo specchio dentro il camerino. È un classico per la maggior parte delle donne credo; vedere come ci sta ciò che stiamo provando, se fa dei difetti e se si quali, se il colore ci piace, se veste bene etc… Insomma…lasciateci pure il nostro tempo in tranquillità!!!
E invece no…il/la commessa sentirà il bisogno di interrompere il fatidico momento di osservazione critica del nostro aspetto con la pretesa questa volta di entrare nel camerino per vedere “COME MI STA”…!!!
Nello specifico non è stata questa l’occasione in cui mi è capitato, ma una volta stavo quasi per uccidere una commessa che in un negozio di costumi voleva prepotentemente vedere ogni modello scostando la tendina e ficcando la sua testolina curiosa dentro il mio camerino.
Ora, già una ragazza quando prova i costumi da bagno a maggio entra in crisi mistica chiedendosi perché non ha un fisico alla Jessica Alba nonostante tutte le letterine scritte a Babbo Natale negli ultimi anni, in più si deve sentire OSSERVATA e FISSATA da una sconosciuta che pretende di saperla consigliare quando possibilmente lei ha anche 50 anni e tu 20! Ma andiamo….:-)
Insomma, alla fine il costume l’ho comprato lo stesso, anche se con l’ansia per la pressione esercitata dal commesso, tuttavia dopo questa ulteriore esperienza illuminante posso decisamente affermare che comprare in negozi grandi e affollati (non troppo ovviamente) sia per me decisamente meno frustrante, anzi oserei dire più “rilassante” e divertente ( vedi Zara e H&M).
Il fatto di poter entrare in camerino con tutti i capi che voglio, senza dover rendere conto a nessuno del come e del perché li ho scelti, del se “si abbinano al colore dei miei occhi” o meno, senza influenze da parte di persone che non conosco, senza pressione, mi rallegra .
Così alla fine, proprio per il fatto di essere soltanto io la padrona indiscussa delle mie scelte, finisco sempre per comprarne centinaia in pochissimo tempo!!! :-0

31 gennaio 2010 at 2:21 pm
ahahahhahaha!!!!!