26/12/11
Andare alla ricerca di una messa gospel il giorno di Natale e’ impresa ardua e coraggiosa. Le chiese definite piu’ “turistiche” sono prese d’assalto dai visitatori che fanno lunghe code fuori dalla porta, quelle meno conosciute non vedono invece di buon occhio la presenza di turisti venuti piu’ per curiosita’ che per fede, per cui spesso o non ti fanno entrare o ti guardano male (cosi’ mi e’ stato riferito almeno).
Tuttavia armata di pazienza decido di optare per una chiesa protestante a Brooklin, dove dicono che ci sia un coro gospel.
Il coro in effetti c’era, ed era stupendo, anche se non era proprio gospel.
Entriamo in questa chiesa che in realta’ era un enorme teatro, quasi tutti sono persone di colore che frequentano la chiesa abitualmente ( lo deduco dal fatto che molti si salutano e abbracciano tra loro).
La messa inizia e i canti durano per tutta la funzione.
Ma non si tratta di una normale funzione come quella a cui siamo abituati noi cattolici, con il prete ricoperto di ornamenti, vesti, gioielli e quant’altro, ne’ vengono ripetute a memoria frasi e preghiere all’infinito..
No qui il prete e’ in giacca e cravatta, e le sue parole sono alternate ai canti, considerati un momento di preghiera tanto forte quanto le orazioni del prete…
Qui la gente balla a occhi chiusi, alza le mani e canta con tutta se stessa, si commuove anche..
Qui l’energia si tocca con mano, un’energia che centinaia di persone elevano verso un unico scopo, l’amore.
L’amore verso Dio in primis, l’amore verso gli altri, l’amore verso la propria vita.
Ho sentito e toccato con mano questa enorme energia e questo amore che si sprigionava in quella chiesa..
Ho abbracciato sconosciuti accanto a me come abbraccerei la mia piu’ cara amica, ho stretto le mani a persone che non rivedro’ piu’ in vita mia ma che mi hanno augurato il meglio.
Il prete ha cosi’ parlato con noi in maniera diretta, senza leggere nulla, senza discorsi pomposi e preparati, ma con semplicita’, come si parlerebbe ad un amico. E quello che ha detto mi e’ rimasto bene in mente.
Cosi’ vorrei fosse la nostra chiesa, vicina alle persone, pratica e diretta..Vorrei si evolvesse in questo senso, avvicinandosi alla gente.
E cosi’ la voglia di ritornare al Brooklin Tabernacle e’ fortissima!
Una stupenda mattina di Natale!







