Archivio Mensile: gennaio 2012

The thrilling subway

Sembrerebbe un set da film horror, completo di serial killer, sangue e misteriosi cadaveri, ma trattasi invece della metropolitana newyorkese, trasformata, sabato scorso, in un luogo macabro e inquietante…

Nella giornata di sabato infatti, una serie di morti “accidentali”  e inspiegabili si sono susseguite nel giro di 24 ore.

Verso le 2 di notte  è stato trovato un uomo sanguinante sulle scale della fermata Elmhurst, nel Queens, l’uomo è morto poco dopo in ospedale..

Qualche ora più in là  il cadavere di un ragazzo viene trovato nel tunnel della metropolitana vicino la 14st…

Alle 4 del pomeriggio sui binari della stazione di Brooklyn Nostrand Avenue viene trovato un altro cadavere di un impiegato della metropolitana…

Infine, colpo di scena, verso le 10 di sera  la testa mozzata di un uomo,   incastrata tra due vagoni del treno, viene accidentalmente scoperta da qualcuno…

Mi ritengo fortunata a non essermi trovata in una di quelle stazioni agli orari in cui sono accaduti i fatti, non posso immaginare quale sia stata la reazione e lo sconforto della gente…

Certo è che 4 morti in 24 ore costituiscono un caso piuttosto inquietante, che genera molti dubbi e perplessità…e anche se i suicidi aumentano sempre di più ultimamente, alcune circostanze sembrano piuttosto surreali, quasi si trattasse di un film… Mi auguro quindi che le autorità facciano luce sulla faccenda e che queste morti siano solo il frutto di un macabro caso del destino, senza che tra le morti ci sia alcun tipo di connessione…

Certo occorre dire che la metropolitana di New York è piuttosto pericolosa in termini di sicurezza e che gli incidenti possono verificarsi facilmente…

La prima volta che ho preso la metropolitana infatti sono rimasta piuttosto sconvolta nel vedere come fiumi di gente camminino con nochalanche sul bordo della banchina,  proprio a ridosso del baratro… La struttura delle stazioni  in sè non funziona per contenere tutta la gente che, soprattutto negli orari di punta, utilizza questo mezzo di trasporto.. Mi ricordo di essermi più volte soffermata a pensare:

” E se ora uno mi da uno spintone per sbaglio e cado qui dentro???”

In fondo non è una cosa impossibile…magari uno è di fretta, tu ti distrai un attimo e BOOM!

Tragica fine spappolata sui binari, circondata dai topi!

Per allontanarci dunque dalla macabra notizia poco fa discussa per addentrarci in altri, seppur alquanto disgustosi argomenti, a proposito di topi mi vien da dire:

“Ma lo sapete che la subway newyorkese pullula di orripilanti ratti grigi???”

Ma con “pullula” intendo proprio PULLULA!

Mentre aspetti il tuo treno la mattina,  possibilmente con il tuo caffè in mano, ti fermi un attimo a guardare i binari ed è facile vederne uno o due lì a passeggio…c’è anche chi mi ha raccontato di averli visti scorrazzare sulla banchina o addirittura camminare sulle panchine…che orrore!

Per non parlare delle scale mobili, pressochè inesistenti in metropolitana a New York… le uniche che ci sono sono piuttosto strette, costringendoti a spintonare (o a essere spintonato, a seconda della fretta che hai) da chiunque…La mattina occorre mettersi IN FILA per salire sulla scala mobile che dal binario ti porta su…si creano così 3 file:

1) per chi non ha fretta e sta fermo sui gradini lasciandosi “trasportare” dalla scala mobile

2) per chi ha fretta ma non vuol far le scale, quindi sale i gradini ma sulla scala mobile

3) per chi ha fretta fretta ed è disposto a fare 1000 gradini di prima mattina

Come potrete quindi dedurre dalla mia descrizione della metropolitana di New York, non sono proprio “entusiasta”  circa la sua struttura/pulizia/efficienza/organizzazione :-)  Diciamo che dopo quasi due mesi di quotidiana frequentazione della stessa io sia piuttosto più propensa a rivalutare la NOSTRA di metropolitana, intendo quanto meno quella di città come Milano, Parigi, Londra, Madrid…le quali battono senza dubbio questa in…tutto?

Ah cara Europa…anche solo per queste piccole cose…quanto mi manchi!!!

 


Bloomingdale’s windows

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E aggirarsi da Bloomingdale’s, un tranquillo lunedi’ pomeriggio, facendosi volutamente del male a guardare tutto cio’ che non posso permettermi!:-)


Insoliti incontri pomeridiani…

23/01/2012

Quando un semplice pomeriggio post lavoro si trasforma inaspettatamente in un momento esclusivo e fuori dal comune, che consiste nel vedere passare il presidente Barack Obama, forse comincio a realizzare che New York sia davvero una città unica e speciale…

L’altro giorno tornavo verso casa, la metropolitana aveva avuto dei problemi a causa di non so bene cosa  ed era vistosamente in ritardo, per cui decido di andare a piedi…arrivata verso la 60st e Lexington av. vedo un sacco di gente ferma ad aspettare dietro delle transenne, polizia ovunque… elicotteri che volteggiano sopra la mia testa..

“Ma che cavolo  succede?” Penso..

“Sarà l’ennesimo film con qualche attore super famoso?”

Chiedo a una signora che con orgoglio ed eccitazione mi risponde che il Presidente probabilmente passerà da lì!

“Ah..soltanto” penso..

Ovviamente tutti i miei programmi successivi spariscono magicamente e mi ritrovo ad aspettare per circa un’ora con un gruppo di signore di colore che emozionate continuavano a ripetere: “Fa che questa volta lo possa vedere in faccia…ho bisogno di vederlo..maledetti vetri scuri!”

Io, congelata, sono armata di macchina fotografica (che decide di scaricarsi non appena lui arriva)…

Dopo un pò infatti rombo dei motori…polizia…sicurezza..ambulanze…e la macchina presidenziale sfila davanti ai miei occhi, acclamata dalla folla che nel frattempo si era fatta sempre più numerosa…

Lo vedo, pochi secondi, il tempo di riconoscerlo in volto sul sedile posteriore dell’auto…

“Ma davvero sono stata a un metro dal Presidente degli Stati Uniti?”:-)

Così, soddisfatta ed emozionata anche io, posso tornare alla mia routine, pensando a quanto, a New York, le sorprese non finiscono mai di stupirmi…

Ciao Presidente!


Sushi Lounge

22/01/12

E dopo la terza volta che la sottoscritta mette piede in questo bel localino occorre sicuramente farne cenno per consigliarlo a tutti i Sushi addicted!

20120123-090649.jpg

Il Sushi Lounge si trova tra la 7av e St Mark Place…nel cuore dell’East Village. Questo è un quartiere che a me piace molto, forse uno dei miei preferiti…in particolare la strada di St.MarkPlace, popolata da ristorantini, bar, caffetterie, birrerie, boutiques alternative e…non da meno…negozi di piercing e tatuaggi… La zona infatti è spesso un viavai di artisti ed è un quartiere molto attivo sia di giorno ma soprattutto in notturna…Il Sushi lounge si trova proprio in fondo a questa strada…entrando dentro il locale allegre giapponesine vi accoglieranno con fare compiaciuto e un menu che offre molti items al 50% vi permetterà di scegliere la formula che a voi piace di piu!Ambiente carino e colorato, sushi buonissimo!20120123-090745.jpgE cosí grazie a questo posto la mia nostalgia degli All you can eat milanesi può ritenersi abbastanza sotto controllo e posso permettemi di assecondare la mia voglia di japanese food a costi contenuti!:-)


Let’s have a dessert!

20/01/12

I dolci a New York sono quanto di più buono e allo stesso tempo dannifico possa esistere sulla faccia dell’universo…

Un muffin medio peserà almeno 200 gr e quello che esso contiene in termini di ingredienti e calorie non è dato saperlo …

Una ciambella conterrà più glassa di quanto sia legalmente autorizzata per la propria salute fisica…e una fetta di cheesecake sostituirebbe tranquillamente un pranzo..:-)

Questo post è dunque dedicato ai dolci… per chi è curioso di scoprire qualche nuovo luogo simpatico dove provarne qualcuno a New York e per chi, infine, ama semplicemente l’argomento:-)

Cominciamo da un posto che ho avuto il piacere di provare la settimana scorsa: Little Pie Company.

Si tratta di un localino molto semplice e tranquillo, al 424 West della 43st, tra la 9th st. e la 10th st, nel quartiere di Hell’s Kitchen.

Posto citato da quotidiani, tv e film,  credo faccia la torta di mele più buona che abbia mangiato fin’ora:-)

La specialità è infatti proprio quella, ma consiglio vivamente anche la torta di pere e cannella,ottima!

La scelta di dolci è comunque abbastanza varia, spaziando dai cookies, ai muffins, a torte di vario tipo…La torta di mele però, se vi trovate a passare da lì , è sicuramente da  provare!

Qui la offrono sia tagliata a  fette che in torta, piccolina…da accompagnare con un buon caffè americano, un thè o un cappuccino!

Secondo posto, a cui non si farebbe molta attenzione se non lo si provasse di persona, è il Park West Cafè, situato al n°477 di Central Park West, all’ altezza della 108th st.

Piccolo bar di quartiere e Deli Gourmet, questo baretto è un piccolo rifugio nelle fredde mattinate newyorkesi…il perosnale simpatico e alla mano, la colazione ottima ed economica!

Qui ho mangiato fin’ora la più buona cheesecake di New York (Per quanto so che ci saranno posti sicuramente migliori da scoprire!)…

Ottima anche la colazione con pancakes, bacon e uova… e i blueberry Muffins sono squisiti!

Il posto è molto spartano ovviamente, e la clientela è principalmente gente del quartiere che passa a prendere un caffè al volo o turisti di passaggio, molti dei quali dell’hotel Astor On the Park lì accanto…

Il buon cibo e la connessione wifi gratuita  ne fanno tuttavia un posticino simpatico dove passare se si è nei paraggi…certamente lontano dai locali turistici a cui si può essere abituati…

Continuando a parlare di dolci tappa obbligata almeno una volta è Dunkin Dunuts.

Le ciambelline di Homer Simpson sono infatti le protagoniste indiscusse di questa catena dolciaria molto diffusa in città..certamente un luogo alquanto standardizzato e di per sè non NewYorkese…ma sicuramente da “assaggiare” per sentire il vero gusto burro/zuccheroso dell’America così come la conosciamo tramite i  film, in cui ciambelline dolciose e hot dog sono un cliché ben noto a tutti…

E così andando da Dunkin Donuts ci si perde tra i mille gusti più diversi dietro il bancone… e anche se l’indecisione la fa da padrona, alla fine la classica ciambella glassata resta forse la scelta migliore:-)

Continuando poi a parlare di dolci devo purtroppo distruggere quello che per me era fin’ora un mito: il cheescake dell’ Hard Rock Café!

Abituata per anni a mangiarlo e ogni volta ad elevarlo a migliore tra tutti gli altri cheesecake plebei, è stato per me difficile accettare che la splendida fetta di torta sia stata trasformata in un bicchierino anonimo…uno shot di crema al gusto di cheesecake…ma si può?:-(

Cari amici fanatici di questo dolce…se passando da NY pensate di fare un salto qui per un assaggio di cheescake,cambiate idea!Non ne vale la pena ormai!I vecchi tempi sono andati!:-(

Parlando di Cupcakes non si può invece non nominare il mitico Magnolia Bakery, sede di innumerevoli dolcetti dai mille colori…Personalmente sono andata, per puro caso, alla sede a Grand Central Terminal, la quale non è di sicuro una delle migliori..ma il posto vale veramente una visita…i migliori cupcakes di Manhattan!

Per parlare invece di un posto meno conosciuto e forse più di nicchia, sempre a proposito di cupcakes ovviamente, un posticino da provare è senza dubbio Burgers&Cupcakes, sulla 9th avenue, all’altezza della 36st. Il nome farà forse storcere il naso a qualcuno dato che l’associazione tra hamburger e cupcake non è tra le piùimmediate, ma… questo posto, almeno per quanto riguarda i famosi dolcetti, è davvero consigliabile…I gusti sono i più vari e originali, ed essendo in oltre molto curati esteticamente si prestano bene come dolce da portare quando si è invitati a cena (Quando trovare una torta in giro per la città risulta essere molto difficile, come è successo a me)…

Per concludere…i dolci americani saranno ahimè molto pericolosi poichè creano una sorta di dipendenza difficile da arrestare in certi momenti…però alcuni sono così buoni che vale la pena ogni tanto cedere e concedersi un boccone ad alto contenuto calorico:-)In fondo…anche questo è America no?:-)


The Adjustment Bureau

17/01/12

Chiunque abbia visto il film I Guardiani del Destino (Titolo originale The Adjustment Bureau) non può non essersi fatto travolgere, anche solo per un attimo, dalla follia adrenalinica del racconto che vuole la presenza di ipotetici “guardiani” appunto, nonchè buffi ometti con strani cappelli, i quali farebbero da tramite tra il volere del Gran Burattinaio e quello di noi semplici comuni mortali… Il film, una trasposizione cinematografica del genio creativo di Philip Dick, porta così in luce l’idea che gli uomini siano lo strumento per mezzo del quale si compie il disegno di un volere superiore. Togliendo loro ogni capacità decisionale autonoma e indipendente.

E così le nostre scelte quotidiane, come prendere il caffè in quel posto oppure in un altro, o ancora salire su un autobus o su un altro, sarebbero in realtà dettate non dalla nostra pura e semplice volontà o dalla casualità (pensate a quando perdiamo il treno mentre le porte si chiudono proprio davanti ai nostri occhi)…ma da un volere altro che decide per  noi, e che fa si che le nostre scelte apparentemente “casuali” siano invece parte di un immenso schema predefinito che unisce tutte le fila del mondo…

Sogno?Illusione?Fantasia?

Oppure verità?

(Beh adesso mi sento un pò in versione Giacobbo di Voyager a far queste domande)

Al di là di ciò che ognuno possa pensare riguardo a questo tema io ritengo di sentire sia sulla mia pelle che anche da ciò che succede intorno a me, che tutto abbia un motivo, uno scopo ben preciso…

Lo spunto di questo post mi è quindi balenato in mente oggi per due piccoli episodi quotidiani che mi sono accaduti:

1) Stamattina, come tutte le mattine, faccio lo stesso percorso da casa alla metropolitana…Vado sulla stessa banchina di sempre ad aspettare il mio treno..ma…OGGI SBAGLIO TRENO…

Sarà l’abitudine, sarà il rincoglionimento mattutino…ma fatto sta che perdo quasi  mezz’ora per ritornare indietro, prendere il treno giusto, e arrivare a lavoro (con mezz’ora di ritardo)…

Ora: è un caso puro e semplice che io oggi non sia potuta arrivare a lavoro al consueto orario o invece NON DOVEVO ARRIVARE A LAVORO AL CONSUETO ORARIO?

Bel dilemma…

Secondo episodio:

2) Sono sulla via del ritorno, sempre in metro, e sono  appena uscita dal vagone, alla fermata in cui scendo di solito… Cammino sulla banchina, il treno è ancora fermo accanto a me con le porte aperte per prender su i nuovi passeggeri…

Così nella mia camminata pensierosa non mi accorgo che per sbaglio intralcio per 1 secondo, ripeto1 SECONDO… la corsa frenetica di un uomo che stava marciando trafelato per riuscire a entrare dentro il vagone prima della chiusura delle porte…

Non faccio molto caso alla cosa poichè credo che lui sia comunque riuscito ad entrare nella metro…tuttavia per curiosità mi giro per vedere se c’è riuscito o meno, e…NO…quell’uomo aspetterà il prossimo…

Bene…stupida coincidenza/sfortuna o volere del Gran Burattinaio?

Chi può dirlo..

Bene…al di là di questi episodi stupidi posso dire che io credo molto nel destino, o come altro lo si voglia chiamare, ovvero nel fatto che ogni determinata scelta che compiamo nel corso della nostra esistenza, anche la più banale, sia finalizzata ad uno scopo..porti in una direzione…

E credo che le coincidenze o semplici casualità di per sè non esistano….ma quelle che noi chiamiamo tali siano delle situazioni ben precise che si devono verificare  in quel preciso luogo e in quel preciso momento…

C’è una conclusione a questo dilemma?

La risposta è no…

Possiamo quindi scegliere di credere di essere qui per un motivo e di essere completi padroni delle nostre scelte ogni giorno…le quali ci porteranno esattamente dove capiteremo a causa di esse…

Oppure possiamo scegliere di credere che le nostre scelte siano influenzate da un  qualcosa che forse non riusciamo a capire…un qualcosa che muove il destino di tutti noi, intrecciando le nostre vite come fossero dei fili. Dei fili interconnessi tra loro per cui muovendone uno da una parte se ne muoverà inevitabilmente uno dall’altra…Un qualcosa che dà un senso a tutto ciò che apparentemente non ne ha…ma che un giorno….forse..ci sarà dato sapere.


Tips Tips Tips

14/01/2012

Che in America le mance siano una prassi frequente e ben accetta è cosa nota a tutti, ma…

Che sia anche una cosa obbligatoria e non volontaria è quanto si apprende passando un pò di tempo qui…

Se dovessi mai trasferirmi a vita in questo paese credo che opterò per il lavoro da cameriera poichè credo che chi si occupa del servizio ai tavoli o al bar si metta quotidianamente in tasca, in una sola sera, oltre la propria remunerazione giornaliera, decine e decine di dollari…per non parlare di centinaia in alcuni posti…

Bene dedico dunque questo post alla “simpatica” categoria degli ESTORSORI di denaro…loro…I CAMERIERI!

Lo spunto è venuto da un episodio che mi è successo ieri sera in un locale..Io e i miei amici ci avviciniamo al banco per chiedere i nostri cocktail, dopo di che il barman ci fa vedere lo scontrino e noi paghiamo…lui guarda i soldi con aria superficiale, li conta, prende un tovagliolo di carta, lo poggia sul bancone..e ci scrive sopra a lettere cubitali:

TIPS

OK, stai calmo ragazzo… tieniti i tuoi 5 dollari di mancia e smettila di guardarmi con quell’aria di odio misto a compassione!

Ma io non lo so..come è possibile che in ogni posto dove si vada in questo paese si debba pagare la mancia a qualcuno?

Ok noi avremo i posteggiatori abusivi (che sono sicuramente una piaga sociale di tutt’ altro livello) ma almeno in Italia posso scegliere di non darglieli i soldi o di cambiare zona del parcheggio..o di andare in bicicletta che so!

Mentre qui no…vai al bagno e c’è la tizia piantata là che ti “porge galantemente la salviettina” così da avere la mancia..

Vai al ristorante ed essa è obbligatoriamente prevista…c’è chi l’aggiunge direttamente nel conto, chi ti porta un bigliettino con scritto su che è richiesta la mancia non inferiore a una certa percentuale…

Vai al bar e al bancone il tipo/a di turno pretende la mancia per il solo fatto di averti fatto una stupida vodka lemon (tra l’ altro orrenda..qui i cocktail fanno proprio venire i brividi)

Vai in taxi e l’autista ti ricorda che devi dargli la mancia se no inveisce contro di te in qualche lingua incomprensibile (si sono tutti stranieri i taxisti a New York!)

Ma insomma!

Oltre a questo se tu…per caso…decidessi di lasciare loro la mancia ma in quantità inferiore rispetto a quanto da loro suggerito…

Aiuto!Disastro!Paura!

Il cameriere tornerà al tuo tavolo chiedendoti come mai non hai lasciato di più e se hai avuto problemi con il servizio..facendoti sentire un povero miserabile…

Ora, qualcuno dirà: “Si ma da noi c’è il coperto”…

Ok ma il coperto di solito sarà 1-2 euro al massimo a persona?

Qui è il 20% del totale!

A tutto ciò vanno tra l’ altro aggiunte le tasse, che non sono già parte integrante del prezzo, ma vengono aggiunte alla fine(stessa cosa nei negozi, per cui il prezzo del cartellino non sarà quello che si paga alla cassa ahimè)

Ma perchè??

Perchè mi fate illudere che sto spendendo poco e poi tra tax & tips mi fate pagare il doppio?

Voi..voi categoria espropriatrice (anche se non si può dire non mi interessa) del denaro di poveri turisti indifesi…

voi che con i vostri modi ultra gentili e ruffiani ci riempite il bicchiere d’acqua ogni due minuti per colmarci di attenzioni…voi che venite al nostro tavolo in continuazione chiedendoci se vada tutto bene e se abbiamo bisogno di qualcosa..e infine voi che vi presentate col vostro nome, per creare un clima di amicizia e fiducia…

A voi e solo a voi auguro per il vostro futuro viaggio in Italia uno stuolo di posteggiatori abusivi…uno sfilza di strisce blu… (con tanto di multa) e una tonnellata di costosissimi caselli autostradali!!!:-))


Chinatown dinner

14/01/12

Perdersi tra le stradine di China Town può trasformarsi in un passatempo piacevole se si è a New York…

La prima volta che ho visitato questo quartiere mi sono limitata a una passeggiata veloce su Canal Street, la via principale della zona, la quale spazia dai negozietti orientali che vendono le cianfrusaglie e i souvenir più improponibili, alle bancarelle che offrono maglioni di ogni forma e colore a soli $2 (Io ne ho comprato uno e ne vado fiera!)..ai venditori ambulanti che inseguono i turisti per strada proponendo loro Rolex o borse firmate fasulli…a, infine, splendidi tempi buddisti disseminati qua e là…

L’ altro giorno però sono stata invitata a cena in una zona un pò meno turistica, in una vietta laterale, Elridge street…ed è lì che ho scoperto  la vera China Town…fatta di tante piccole stradine con luci e insegne colorate, di localini tipici che vanno dall’ aperitivo alla cena al dopocena…dai posti che offrono massaggi orientali a basso prezzo..

Anche questa è Chinatown…forse non sarò proprio un’esperta  del quartiere ma mi sembra di poter dire che l’ altra sera ne ho proprio gustato i sapori e gli odori…

Per prima cosa siamo andati in un conosciuto “ristorante”  (sempre se così si possa chiamare dato che era un posto molto alla buona, non certo un locale super chic) che si chiama Vanessa Dumpling (118 Elridge St.), il quale offre di tutto e di più…dai ravioli al vapore, alla zuppa di miso, ai nooddles  inzuppati in una brodaglia verdurosa buonsisima!:-)

Si mangia  davvero bene ed è sempre pieno di gente…Si ordina al banco e sempre lì  poi si ritira il proprio pasto, mentre piccole donnine cinesi preparano come tante formichine laboriose decine di piatti diversi in enormi pentoloni…la lauta cena è così servita su vassoi forniti di bacchette e tovaglioli e ci si può rilassare con calma in uno dei tavolini del locale…

Beh “con calma”  forse non è proprio la parola più adatta visto che il posto è piccolo ma molto frequentato quindi capiterà sicuramente di sedersi a tavola con sconosciuti che per mancanza di spazio condivideranno la cena con voi:-)
Seconda tappa il Tearrific tea…Poco di stante dal primo locale,al 51 di Mott street. Qui al contrario si consumano cocktails, ma soprattutto smoothies, molti a base di frutti tropicali o aloe vera, ice creams, yoghurt e frozen drinks dai gusti più disparati.

Beh forse  non la scelta migliore con una temperatura fuori di 0° :-)

Tuttavia il posto è molto carino, gli smoothies gradevoli (buono il mango!) ma ghiacciati, ma certamente  non sono da prendere a gennaio..Famose le palline di TAPIOKA (non so come si scriva)…delle palline gommose e fruttate che mettono dentro gli smoothies…

Credo che la cosa migliore da assaggiare in questo posto sia però il thè..in tutte li suoi gusti e colori più strani…qui sicuramente diverso dai classici infusi a cui siamo abituati noi…:-)

Per una pausa pomeridiana o post cena questo posto risulta  quindi essere secondo me una buona soluzione per chi si trova nei paraggi di China Town e ha voglia di provare delle bevande “originali” e China style :-)


Evento Fringe

13/01/11

La città di New York conta all’ incirca 8-9 milioni di abitanti, migliaia di taxi, una quindicina di linee della metropolitana, decine di linee bus e soprattutto…centinaia di STARBUCKS!

Quando ci si aggira per le strade di New York infatti, in qualsiasi quartiere si vada, eccolo che spunta lì, uno Starbucks pronto a offrirti riparo, calore, caffè, wifi, e nel mio caso…una toilette decente!!!

Quanti starbuscks ci saranno esattamente a New York?50?100-200?

E quante probabilità ci sono che nell’ esatto momento in cui io entri in uno di questi per andare in bagno, uno dei miei attori preferiti, ovvero il Dott. Bishop della serie tv Fringe, decida di fare lo stesso??

Non credo molte…

Eppure, mentre aspettavo annoiata in fila per la toilette, il mio ragazzo si avvicina a me dicendo:

“Non hai capito…c’è un sosia di Bishop” Io mi volto… e…

LUI ERA Là IN TUTTO IL SUO SPLENDORE…

Uguale a come l’avevo visto in tv qualche settimana prima…

Anzi meglio che in Tv…

Comincio a bofonchiare cose senza senso mentre, tutta agitata, prendo il mio iphone e mi fiondo nella sua direzione!

Senza pensarci due volte mi avvicino a lui e come una di quelle stupidissime fan  che sembra vogliano strapparsi i capelli quando vedono il loro beniamino della tv, comincio a stringergli la mano e a fargli le mie congratulazioni…

Dopo di chè blocco il primo tizio che passa di lì,  gli metto l’iphone in mano e gli chiedo di farci una foto…

Ora…ma come ho fatto a beccare il più rincoglionito presunto fotografo di tutta New York?

Non sapeva neanche che forma avesse un Iphone…

E così la prima volta invece di scattare la foto chiude l’applicazione..

E la seconda volta mette il dito davanti al flash…

E la terza volta ancora….

La quarta volta finalmente riesce a farci una foto decente…io ero piuttosto inquieta poichè temevo che a causa di questo incompetente Bishop mi avrebbe mandato a quel paese…

Ma ciò per fortuna non è successo…

E così dopo essere stati almeno un quarto d’ora a contemplarlo con ammirazione da vicino (mentre lui aspettava che la moglie pagasse il caffè)…

E dopo, ancora, aver chiamato un nostro amico in Italia, anche lui Fringe addicted, per comunicare tutti emozionati la novella…

Ecco che Bishop va via…

Noi ci guardiamo con aria triste e malinconica, sapendo che non lo rivedremo mai più e rimproverandoci di aver fatto troppo la figura degli stupidi…

“Perchè non lo abbiamo abbracciato?” ci chiediamo:-)

“Perchè quando ci ha chiesto da dove venissimo non abbiamo approfittato per attaccare bottone?”

E proprio mentre questi dubbi amletici ci divoravano l’anima…ecco che… prima che la porta del più fortunato  Starbucks di New York si chiuda…lui si gira..e ci saluta con un sorriso!:-)


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