Sunday in the City
I pregi di vivere in una città grande come New York si rivelano sotto molteplici aspetti… le cose da fare sono infinite, i posti da visitare innumerevoli, i cibi da gustare infiniti…
La scorsa domenica mattina è stata quindi dedicata a un brunch con le amiche al DOMA, in perfetto NY style… a mezzogiorno e mezza tutte pronte, menu alla mano, a ordinare squisiti e “ipocalorici” piatti quali french toast, eggs, bacon & home fries…il tutto accompagnato da succo d’arancia e, ovviamente…caffè nero.
Il DOMA si è rivelato essere un posticino davvero caratteristico, tipicamente Newyorkese e poco turistico (nonostante dopo il libro di Fabio Volo gli italiani vengano apposta qui per visitarlo…ma non è il mio caso). Il posto si trova all’angolo tra la 7av e Perry st, qualche porta poco più in là della casa di Carrie di Sex & the city… ed è un locale perfetto dove passare qualche ora in compagnia o leggendo un libro da soli davanti a una tazza di caffè fumante…
Così…quattro chiacchere tra amiche e tante risate, ed ecco che il pomeriggio passa in fretta…Perchè dunque non continuare la giornata spendendo un’ora allo Strand Bookstore?
Una delle più grandi e conosciute librerie della città, lo Strand è il passatempo preferito di molti newyorkesi che trascorrono qui molto tempo perdendosi nella scelta/lettura di un’enorme offerta di libri… Questo posto merita una futura seconda visita, per oggi solo un’occhiata fugace che mi fa uscire dal negozio con, ahimè, solo una nuova agendina…la scelta infatti è veramente enorme e per comprare un libro lì avrò bisogno di essere mentalmente preparata!:-)
Dopo la nostra tappa letteraria eccoci così a passare un paio d’ore a far shopping sulla Broadway, tra negozietti di scarpe e vestiti… la serata si conclude in bellezza cenando al Cafè Orlin, in St. MarkPlace, nell’east village…
Voto? 10! Cibo ottimo…tutto! (abbiamo preso 4 cose diverse, tutte squisite…) Dalla pasta , alla carne, alle patatine (che finalmente sapevano di patate vere)al tiramisù (strano a dirsi ma perfino lui era ottimo! ). Le luci leggermente soffuse, le candele sui tavoli e l’ambiente tranquillo ne fanno un posto ideale per una cena nel cuore
dell’ east village.
Inoltre so che in estate il posto ospita un buon numero di tavoli nel cortiletto esterno, diventando una meta ancora più ambita dagli amanti del buon cibo e delle belle location.

Insomma…la si può definire un’ottima domenica newyorkese… semplice, e per questo speciale:-)
The thrilling subway
Sembrerebbe un set da film horror, completo di serial killer, sangue e misteriosi cadaveri, ma trattasi invece della metropolitana newyorkese, trasformata, sabato scorso, in un luogo macabro e inquietante…
Nella giornata di sabato infatti, una serie di morti “accidentali” e inspiegabili si sono susseguite nel giro di 24 ore.
Verso le 2 di notte è stato trovato un uomo sanguinante sulle scale della fermata Elmhurst, nel Queens, l’uomo è morto poco dopo in ospedale..
Qualche ora più in là il cadavere di un ragazzo viene trovato nel tunnel della metropolitana vicino la 14st…
Alle 4 del pomeriggio sui binari della stazione di Brooklyn Nostrand Avenue viene trovato un altro cadavere di un impiegato della metropolitana…
Infine, colpo di scena, verso le 10 di sera la testa mozzata di un uomo, incastrata tra due vagoni del treno, viene accidentalmente scoperta da qualcuno…
Mi ritengo fortunata a non essermi trovata in una di quelle stazioni agli orari in cui sono accaduti i fatti, non posso immaginare quale sia stata la reazione e lo sconforto della gente…
Certo è che 4 morti in 24 ore costituiscono un caso piuttosto inquietante, che genera molti dubbi e perplessità…e anche se i suicidi aumentano sempre di più ultimamente, alcune circostanze sembrano piuttosto surreali, quasi si trattasse di un film… Mi auguro quindi che le autorità facciano luce sulla faccenda e che queste morti siano solo il frutto di un macabro caso del destino, senza che tra le morti ci sia alcun tipo di connessione…
Certo occorre dire che la metropolitana di New York è piuttosto pericolosa in termini di sicurezza e che gli incidenti possono verificarsi facilmente…
La prima volta che ho preso la metropolitana infatti sono rimasta piuttosto sconvolta nel vedere come fiumi di gente camminino con nochalanche sul bordo della banchina, proprio a ridosso del baratro… La struttura delle stazioni in sè non funziona per contenere tutta la gente che, soprattutto negli orari di punta, utilizza questo mezzo di trasporto.. Mi ricordo di essermi più volte soffermata a pensare:
” E se ora uno mi da uno spintone per sbaglio e cado qui dentro???”
In fondo non è una cosa impossibile…magari uno è di fretta, tu ti distrai un attimo e BOOM!
Tragica fine spappolata sui binari, circondata dai topi!
Per allontanarci dunque dalla macabra notizia poco fa discussa per addentrarci in altri, seppur alquanto disgustosi argomenti, a proposito di topi mi vien da dire:
“Ma lo sapete che la subway newyorkese pullula di orripilanti ratti grigi???”
Ma con “pullula” intendo proprio PULLULA!
Mentre aspetti il tuo treno la mattina, possibilmente con il tuo caffè in mano, ti fermi un attimo a guardare i binari ed è facile vederne uno o due lì a passeggio…c’è anche chi mi ha raccontato di averli visti scorrazzare sulla banchina o addirittura camminare sulle panchine…che orrore!
Per non parlare delle scale mobili, pressochè inesistenti in metropolitana a New York… le uniche che ci sono sono piuttosto strette, costringendoti a spintonare (o a essere spintonato, a seconda della fretta che hai) da chiunque…La mattina occorre mettersi IN FILA per salire sulla scala mobile che dal binario ti porta su…si creano così 3 file:
1) per chi non ha fretta e sta fermo sui gradini lasciandosi “trasportare” dalla scala mobile
2) per chi ha fretta ma non vuol far le scale, quindi sale i gradini ma sulla scala mobile
3) per chi ha fretta fretta ed è disposto a fare 1000 gradini di prima mattina
Come potrete quindi dedurre dalla mia descrizione della metropolitana di New York, non sono proprio “entusiasta” circa la sua struttura/pulizia/efficienza/organizzazione
Diciamo che dopo quasi due mesi di quotidiana frequentazione della stessa io sia piuttosto più propensa a rivalutare la NOSTRA di metropolitana, intendo quanto meno quella di città come Milano, Parigi, Londra, Madrid…le quali battono senza dubbio questa in…tutto?
Ah cara Europa…anche solo per queste piccole cose…quanto mi manchi!!!
Bloomingdale’s windows
E aggirarsi da Bloomingdale’s, un tranquillo lunedi’ pomeriggio, facendosi volutamente del male a guardare tutto cio’ che non posso permettermi!:-)
Insoliti incontri pomeridiani…
23/01/2012
Quando un semplice pomeriggio post lavoro si trasforma inaspettatamente in un momento esclusivo e fuori dal comune, che consiste nel vedere passare il presidente Barack Obama, forse comincio a realizzare che New York sia davvero una città unica e speciale…
L’altro giorno tornavo verso casa, la metropolitana aveva avuto dei problemi a causa di non so bene cosa ed era vistosamente in ritardo, per cui decido di andare a piedi…arrivata verso la 60st e Lexington av. vedo un sacco di gente ferma ad aspettare dietro delle transenne, polizia ovunque… elicotteri che volteggiano sopra la mia testa..
“Ma che cavolo succede?” Penso..
“Sarà l’ennesimo film con qualche attore super famoso?”
Chiedo a una signora che con orgoglio ed eccitazione mi risponde che il Presidente probabilmente passerà da lì!
“Ah..soltanto” penso..
Ovviamente tutti i miei programmi successivi spariscono magicamente e mi ritrovo ad aspettare per circa un’ora con un gruppo di signore di colore che emozionate continuavano a ripetere: “Fa che questa volta lo possa vedere in faccia…ho bisogno di vederlo..maledetti vetri scuri!”

Io, congelata, sono armata di macchina fotografica (che decide di scaricarsi non appena lui arriva)…
Dopo un pò infatti rombo dei motori…polizia…sicurezza..ambulanze…e la macchina presidenziale sfila davanti ai miei occhi, acclamata dalla folla che nel frattempo si era fatta sempre più numerosa…
Lo vedo, pochi secondi, il tempo di riconoscerlo in volto sul sedile posteriore dell’auto…
“Ma davvero sono stata a un metro dal Presidente degli Stati Uniti?”:-)
Così, soddisfatta ed emozionata anche io, posso tornare alla mia routine, pensando a quanto, a New York, le sorprese non finiscono mai di stupirmi…
Ciao Presidente!
Sushi Lounge
22/01/12
E dopo la terza volta che la sottoscritta mette piede in questo bel localino occorre sicuramente farne cenno per consigliarlo a tutti i Sushi addicted!
Il Sushi Lounge si trova tra la 7av e St Mark Place…nel cuore dell’East Village. Questo è un quartiere che a me piace molto, forse uno dei miei preferiti…in particolare la strada di St.MarkPlace, popolata da ristorantini, bar, caffetterie, birrerie, boutiques alternative e…non da meno…negozi di piercing e tatuaggi… La zona infatti è spesso un viavai di artisti ed è un quartiere molto attivo sia di giorno ma soprattutto in notturna…Il Sushi lounge si trova proprio in fondo a questa strada…entrando dentro il locale allegre giapponesine vi accoglieranno con fare compiaciuto e un menu che offre molti items al 50% vi permetterà di scegliere la formula che a voi piace di piu!Ambiente carino e colorato, sushi buonissimo!
E cosí grazie a questo posto la mia nostalgia degli All you can eat milanesi può ritenersi abbastanza sotto controllo e posso permettemi di assecondare la mia voglia di japanese food a costi contenuti!:-)
Let’s have a dessert!
20/01/12
I dolci a New York sono quanto di più buono e allo stesso tempo dannifico possa esistere sulla faccia dell’universo…
Un muffin medio peserà almeno 200 gr e quello che esso contiene in termini di ingredienti e calorie non è dato saperlo …
Una ciambella conterrà più glassa di quanto sia legalmente autorizzata per la propria salute fisica…e una fetta di cheesecake sostituirebbe tranquillamente un pranzo..:-)
Questo post è dunque dedicato ai dolci… per chi è curioso di scoprire qualche nuovo luogo simpatico dove provarne qualcuno a New York e per chi, infine, ama semplicemente l’argomento:-)
Cominciamo da un posto che ho avuto il piacere di provare la settimana scorsa: Little Pie Company.
Si tratta di un localino molto semplice e tranquillo, al 424 West della 43st, tra la 9th st. e la 10th st, nel quartiere di Hell’s Kitchen.
Posto citato da quotidiani, tv e film, credo faccia la torta di mele più buona che abbia mangiato fin’ora:-)
La specialità è infatti proprio quella, ma consiglio vivamente anche la torta di pere e cannella,ottima!
La scelta di dolci è comunque abbastanza varia, spaziando dai cookies, ai muffins, a torte di vario tipo…La torta di mele però, se vi trovate a passare da lì , è sicuramente da provare!

Qui la offrono sia tagliata a fette che in torta, piccolina…da accompagnare con un buon caffè americano, un thè o un cappuccino!
Secondo posto, a cui non si farebbe molta attenzione se non lo si provasse di persona, è il Park West Cafè, situato al n°477 di Central Park West, all’ altezza della 108th st.
Piccolo bar di quartiere e Deli Gourmet, questo baretto è un piccolo rifugio nelle fredde mattinate newyorkesi…il perosnale simpatico e alla mano, la colazione ottima ed economica!
Qui ho mangiato fin’ora la più buona cheesecake di New York (Per quanto so che ci saranno posti sicuramente migliori da scoprire!)…
Ottima anche la colazione con pancakes, bacon e uova… e i blueberry Muffins sono squisiti!

Il posto è molto spartano ovviamente, e la clientela è principalmente gente del quartiere che passa a prendere un caffè al volo o turisti di passaggio, molti dei quali dell’hotel Astor On the Park lì accanto…
Il buon cibo e la connessione wifi gratuita ne fanno tuttavia un posticino simpatico dove passare se si è nei paraggi…certamente lontano dai locali turistici a cui si può essere abituati…
Continuando a parlare di dolci tappa obbligata almeno una volta è Dunkin Dunuts.
Le ciambelline di Homer Simpson sono infatti le protagoniste indiscusse di questa catena dolciaria molto diffusa in città..certamente un luogo alquanto standardizzato e di per sè non NewYorkese…ma sicuramente da “assaggiare” per sentire il vero gusto burro/zuccheroso dell’America così come la conosciamo tramite i film, in cui ciambelline dolciose e hot dog sono un cliché ben noto a tutti…
E così andando da Dunkin Donuts ci si perde tra i mille gusti più diversi dietro il bancone… e anche se l’indecisione la fa da padrona, alla fine la classica ciambella glassata resta forse la scelta migliore:-)
Continuando poi a parlare di dolci devo purtroppo distruggere quello che per me era fin’ora un mito: il cheescake dell’ Hard Rock Café!
Abituata per anni a mangiarlo e ogni volta ad elevarlo a migliore tra tutti gli altri cheesecake plebei, è stato per me difficile accettare che la splendida fetta di torta sia stata trasformata in un bicchierino anonimo…uno shot di crema al gusto di cheesecake…ma si può?:-(
Cari amici fanatici di questo dolce…se passando da NY pensate di fare un salto qui per un assaggio di cheescake,cambiate idea!Non ne vale la pena ormai!I vecchi tempi sono andati!:-(
Parlando di Cupcakes non si può invece non nominare il mitico Magnolia Bakery, sede di innumerevoli dolcetti dai mille colori…Personalmente sono andata, per puro caso, alla sede a Grand Central Terminal, la quale non è di sicuro una delle migliori..ma il posto vale veramente una visita…i migliori cupcakes di Manhattan!
Per parlare invece di un posto meno conosciuto e forse più di nicchia, sempre a proposito di cupcakes ovviamente, un posticino da provare è senza dubbio Burgers&Cupcakes, sulla 9th avenue, all’altezza della 36st. Il nome farà forse storcere il naso a qualcuno dato che l’associazione tra hamburger e cupcake non è tra le piùimmediate, ma… questo posto, almeno per quanto riguarda i famosi dolcetti, è davvero consigliabile…I gusti sono i più vari e originali, ed essendo in oltre molto curati esteticamente si prestano bene come dolce da portare quando si è invitati a cena (Quando trovare una torta in giro per la città risulta essere molto difficile, come è successo a me)…
Per concludere…i dolci americani saranno ahimè molto pericolosi poichè creano una sorta di dipendenza difficile da arrestare in certi momenti…però alcuni sono così buoni che vale la pena ogni tanto cedere e concedersi un boccone ad alto contenuto calorico:-)In fondo…anche questo è America no?:-)
The Adjustment Bureau
Chiunque abbia visto il film I Guardiani del Destino (Titolo originale The Adjustment Bureau) non può non essersi fatto travolgere, anche solo per un attimo, dalla follia adrenalinica del racconto che vuole la presenza di ipotetici “guardiani” appunto, nonchè buffi ometti con strani cappelli, i quali farebbero da tramite tra il volere del Gran Burattinaio e quello di noi semplici comuni mortali… Il film, una trasposizione cinematografica del genio creativo di Philip Dick, porta così in luce l’idea che gli uomini siano lo strumento per mezzo del quale si compie il disegno di un volere superiore. Togliendo loro ogni capacità decisionale autonoma e indipendente.
E così le nostre scelte quotidiane, come prendere il caffè in quel posto oppure in un altro, o ancora salire su un autobus o su un altro, sarebbero in realtà dettate non dalla nostra pura e semplice volontà o dalla casualità (pensate a quando perdiamo il treno mentre le porte si chiudono proprio davanti ai nostri occhi)…ma da un volere altro che decide per noi, e che fa si che le nostre scelte apparentemente “casuali” siano invece parte di un immenso schema predefinito che unisce tutte le fila del mondo…
Sogno?Illusione?Fantasia?
Oppure verità?
(Beh adesso mi sento un pò in versione Giacobbo di Voyager a far queste domande)
Al di là di ciò che ognuno possa pensare riguardo a questo tema io ritengo di sentire sia sulla mia pelle che anche da ciò che succede intorno a me, che tutto abbia un motivo, uno scopo ben preciso…
Lo spunto di questo post mi è quindi balenato in mente oggi per due piccoli episodi quotidiani che mi sono accaduti:
1) Stamattina, come tutte le mattine, faccio lo stesso percorso da casa alla metropolitana…Vado sulla stessa banchina di sempre ad aspettare il mio treno..ma…OGGI SBAGLIO TRENO…
Sarà l’abitudine, sarà il rincoglionimento mattutino…ma fatto sta che perdo quasi mezz’ora per ritornare indietro, prendere il treno giusto, e arrivare a lavoro (con mezz’ora di ritardo)…
Ora: è un caso puro e semplice che io oggi non sia potuta arrivare a lavoro al consueto orario o invece NON DOVEVO ARRIVARE A LAVORO AL CONSUETO ORARIO?
Bel dilemma…
Secondo episodio:
2) Sono sulla via del ritorno, sempre in metro, e sono appena uscita dal vagone, alla fermata in cui scendo di solito… Cammino sulla banchina, il treno è ancora fermo accanto a me con le porte aperte per prender su i nuovi passeggeri…
Così nella mia camminata pensierosa non mi accorgo che per sbaglio intralcio per 1 secondo, ripeto1 SECONDO… la corsa frenetica di un uomo che stava marciando trafelato per riuscire a entrare dentro il vagone prima della chiusura delle porte…
Non faccio molto caso alla cosa poichè credo che lui sia comunque riuscito ad entrare nella metro…tuttavia per curiosità mi giro per vedere se c’è riuscito o meno, e…NO…quell’uomo aspetterà il prossimo…
Bene…stupida coincidenza/sfortuna o volere del Gran Burattinaio?
Chi può dirlo..
Bene…al di là di questi episodi stupidi posso dire che io credo molto nel destino, o come altro lo si voglia chiamare, ovvero nel fatto che ogni determinata scelta che compiamo nel corso della nostra esistenza, anche la più banale, sia finalizzata ad uno scopo..porti in una direzione…
E credo che le coincidenze o semplici casualità di per sè non esistano….ma quelle che noi chiamiamo tali siano delle situazioni ben precise che si devono verificare in quel preciso luogo e in quel preciso momento…
C’è una conclusione a questo dilemma?
La risposta è no…
Possiamo quindi scegliere di credere di essere qui per un motivo e di essere completi padroni delle nostre scelte ogni giorno…le quali ci porteranno esattamente dove capiteremo a causa di esse…
Oppure possiamo scegliere di credere che le nostre scelte siano influenzate da un qualcosa che forse non riusciamo a capire…un qualcosa che muove il destino di tutti noi, intrecciando le nostre vite come fossero dei fili. Dei fili interconnessi tra loro per cui muovendone uno da una parte se ne muoverà inevitabilmente uno dall’altra…Un qualcosa che dà un senso a tutto ciò che apparentemente non ne ha…ma che un giorno….forse..ci sarà dato sapere.
Tips Tips Tips
14/01/2012
Che in America le mance siano una prassi frequente e ben accetta è cosa nota a tutti, ma…
Che sia anche una cosa obbligatoria e non volontaria è quanto si apprende passando un pò di tempo qui…
Se dovessi mai trasferirmi a vita in questo paese credo che opterò per il lavoro da cameriera poichè credo che chi si occupa del servizio ai tavoli o al bar si metta quotidianamente in tasca, in una sola sera, oltre la propria remunerazione giornaliera, decine e decine di dollari…per non parlare di centinaia in alcuni posti…
Bene dedico dunque questo post alla “simpatica” categoria degli ESTORSORI di denaro…loro…I CAMERIERI!
Lo spunto è venuto da un episodio che mi è successo ieri sera in un locale..Io e i miei amici ci avviciniamo al banco per chiedere i nostri cocktail, dopo di che il barman ci fa vedere lo scontrino e noi paghiamo…lui guarda i soldi con aria superficiale, li conta, prende un tovagliolo di carta, lo poggia sul bancone..e ci scrive sopra a lettere cubitali:
TIPS
OK, stai calmo ragazzo… tieniti i tuoi 5 dollari di mancia e smettila di guardarmi con quell’aria di odio misto a compassione!
Ma io non lo so..come è possibile che in ogni posto dove si vada in questo paese si debba pagare la mancia a qualcuno?
Ok noi avremo i posteggiatori abusivi (che sono sicuramente una piaga sociale di tutt’ altro livello) ma almeno in Italia posso scegliere di non darglieli i soldi o di cambiare zona del parcheggio..o di andare in bicicletta che so!
Mentre qui no…vai al bagno e c’è la tizia piantata là che ti “porge galantemente la salviettina” così da avere la mancia..
Vai al ristorante ed essa è obbligatoriamente prevista…c’è chi l’aggiunge direttamente nel conto, chi ti porta un bigliettino con scritto su che è richiesta la mancia non inferiore a una certa percentuale…
Vai al bar e al bancone il tipo/a di turno pretende la mancia per il solo fatto di averti fatto una stupida vodka lemon (tra l’ altro orrenda..qui i cocktail fanno proprio venire i brividi)
Vai in taxi e l’autista ti ricorda che devi dargli la mancia se no inveisce contro di te in qualche lingua incomprensibile (si sono tutti stranieri i taxisti a New York!)
Ma insomma!
Oltre a questo se tu…per caso…decidessi di lasciare loro la mancia ma in quantità inferiore rispetto a quanto da loro suggerito…
Aiuto!Disastro!Paura!
Il cameriere tornerà al tuo tavolo chiedendoti come mai non hai lasciato di più e se hai avuto problemi con il servizio..facendoti sentire un povero miserabile…
Ora, qualcuno dirà: “Si ma da noi c’è il coperto”…
Ok ma il coperto di solito sarà 1-2 euro al massimo a persona?
Qui è il 20% del totale!
A tutto ciò vanno tra l’ altro aggiunte le tasse, che non sono già parte integrante del prezzo, ma vengono aggiunte alla fine(stessa cosa nei negozi, per cui il prezzo del cartellino non sarà quello che si paga alla cassa ahimè)
Ma perchè??
Perchè mi fate illudere che sto spendendo poco e poi tra tax & tips mi fate pagare il doppio?
Voi..voi categoria espropriatrice (anche se non si può dire non mi interessa) del denaro di poveri turisti indifesi…
voi che con i vostri modi ultra gentili e ruffiani ci riempite il bicchiere d’acqua ogni due minuti per colmarci di attenzioni…voi che venite al nostro tavolo in continuazione chiedendoci se vada tutto bene e se abbiamo bisogno di qualcosa..e infine voi che vi presentate col vostro nome, per creare un clima di amicizia e fiducia…
A voi e solo a voi auguro per il vostro futuro viaggio in Italia uno stuolo di posteggiatori abusivi…uno sfilza di strisce blu… (con tanto di multa) e una tonnellata di costosissimi caselli autostradali!!!:-))

e a New York…è possibile:-)




