Goodbye New York…

Ed eccoci arrivati al capolinea … dopo 102 giorni…2 esperienze lavorative…4  città … 5 stati…2000 foto… 6 nuove paia di scarpe… eccomi sull’aereo che mi riporta in Italia…

Dopo essere sopravvissute a un taxista pazzo il quale era incapace di trovare le strade di Midtown e che ci ha visibilmente imbrogliato sul prezzo della corsa (scatenando tutte le mie furie e le risate della mia amica mentre esse si scatenavano)…il mio appuntamento con l’aereoplanino azzurro della Klm è avvenuto alle 19:00…

E così, mentre a New York spirava un venticello primaverile e il caldo era in arrivo, regalandoci un’ultima splendida giornata di sole, io riprendo la mia strada verso casa…consapevole di portare via con me qualcosa in più…

Delle nuove splendide amicizie…delle persone che mi hanno fatto vivere momenti indimenticabili…amiche con le quali ho condiviso tanto anche se per poco tempo…

Dopo questa esperienza penso che alcune persone siano destinate a incontrarsi prima o poi… che siano in qualche modo legate…magari si incrociano per sbaglio all’università o abitano nella stessa strada senza saperlo… e poi, “per caso”, ci si incontra a New York…

Queste persone lasciano un segno nella tua vita, ti cambiano e ti rendono migliore di come eri prima…

Se volessi fare un riassunto di questa esperienza…beh, non sarebbe facile…

Tante le cose fatte, viste e vissute…. tante le persone incontrate… poche ma uniche le amicizie vere…

New York ha avuto tanti volti diversi per me…

Una prima New York impattante, luminosa e caotica agli occhi di una turista alle prime settimane…una città che si presenta all’inizio per la sua maestosità e grandezza, in ogni cosa…dalle dimensioni  dei muffin a colazione ai cartelloni pubblicitari di Time Square, ai grattacieli di Manhattan…tutto è big, tanto, troppo… 

Una seconda New York della scoperta… dove,dopo aver passato in rassegna tutti i luoghi più turistici e noti, si dà spazio a quelli più di nicchia, meno celebri ma più newyorkesi, quelli dove è la gente comune ad andare, nella propria quotidianità…Così si scoprono strade e stradine splendide che non si trovano sulle guide turistiche… locali,bar, ristoranti più “nascosti” che occorre conoscere per andarci… musei nuovi e più piccoli ma altrettanto interessanti che quelli grandi e celebri…negozietti tipici meno noti ai più…

Infine una terza New York…più intima, conosciuta e meno stereotipata… un luogo dove strade, parchi, negozi, bar e  locali diventano luoghi di ritrovo comuni, vissuti e rivissuti con maggiore familiarità… una New York dove si sono ormai creati i propri punti di riferimento giornalieri… dal supermercato sotto casa alle stazioni della metropolitana più battute… dal negozio d’abbigliamento preferito al ristorante giapponese di fiducia… una New York dove ormai ci si muove con disinvoltura e abitudine (dove il termine abitudine è da prendere in un’accezione totalmente positiva)… dove, quando qualcuno per strada ti chiede un’indicazione stradale quasi quasi riesci a dargliela… dove non hai più bisogno di una mappa ogni due minuti per spostarti da un posto all’altro… (benchè andare a destra o sinistra sia comunque rimasto un problema non irrilevante per me..ma per fortuna esiste l’Iphone e qualche amica con un super senso dell’orientamento)…

Insomma…la New York che lascio è una città che sono arrivata a sentire mia…anche se per poco tempo…una città che pullula di energia, di forza, di creatività e sorprese…

Se dovessi trovarle un’aggettivo…

Così come Parigi è  charmante… e Milano è dinamica…

New York è  cool…

Oggi mi è stato chiesto quale posto mi sia piaciuto di più di questa città…credo tutti…ogni luogo era completamente diverso nel suo genere da un altro… ognuno aveva una propria chiara identità…

Dagli squarci naturalistici di Central park alla vista dello skyline da sotto il ponte di Brooklyn, dalle strade poco trafficate di Harlem ai grattacieli sulla 5th e 6th avenue… dai tranquilli piers sull’ Hudson alle luci e alla confusione di Midtown… dal quartiere residenziale di Astoria, nel Queens, alle vie di Soho…

Unica nel suo genere come nessun’altra città al mondo, questa città ti trasmette qualcosa  poco a poco…magari all’inizio non riesci a percepire tutto quello che riesce a darti… ma alla fine, quando la lasci…capisci quanto ti ha trasmesso..quanta carica ti abbia dato..

Ed è lì che senti di volerci già tornare…

Ciao New York…

Annunci

Williamsbourg promenade

Uno dei quartieri più artistici della città di New York è senza dubbio il quartiere di Williamsbourg, a Brooklyn.

20120311-030246.jpgDa tempo nominato da amici e colleghi Williamsbourg era per me una zona ancora non molto esplorata fino a qualche settimana fa…

Qui è facile trovare le vere boutiques “newyorkesi”, lontane dalle catene commerciali e standardizzate di Manhattan, quei negozietti piccolini, molto particolari (e alcuni abbastanza costosi)… dove trovare pezz20120311-030326.jpgi “unici o quasi” e dove la creatività si respira ovunque….qui, infine, è dove la sera decine di locali aprono i battenti dando inizio alla notte newyorksese…..

E così una passeggiata pomeridiana mi porta a Bedford Avenue,via molto conosciuta per lo shopping e i negozietti vintage…dove entrando da Pema (al n° 225) ci si perde tra vestiti accessori e scarpe, il tutto con in sottofondo musica francese…

Per una pausa caffè poi c’è l’imbarazzo della scelta, tra baretti e barettini… io opto per il Verb cafè, posticino carino e stiloso dove sorseggiare un caffè tra un negozio e l’altro…

Così dopo un pò, ritornando nel quartiere scopro altri posti molto particolari che solo in una città come New York si possono trovare…come la birreria tedesca Radegast Hall Biergarten dai lunghi tavoloni in legno, grande bancone al centro e boccali di birra… posto dove la sera si esibiscono gruppi jazz e soul dal vivo e si cena a suon di musica…

Come anche il Miss Favela, locale brasiliano sotto il ponte di Williamsbourg, molto molto piccino, dove la sera, sempre con musica dal vivo, si balla a suon di salsa e merengue o semplicemente si beve un buon cocktail….:-)

Passeggiare per Williamsbourg ti distoglie dal caos di Manhattan e ti regala un pò di genuina tranquillità, tra casette basse, murales qua e là, , mattoncini rossi, campetti da basket e un che di artistico che aleggia intorno a te…Insomma questo quartiere altro non è che un polmone artistico di New York, tutto da scoprire (rigorosamente a piedi) e da assaporare, strada per strada…poichè nasconde tanti piccole sorprese a ogni angolo..


Il bello di New York…

Il bello di New York sta nella sua multietnicità, nel suo essere cosmopolita, nel suo mix di razze, culture, religioni, tradizioni, sapori e odori…

Tutto di New York fa pensare all’integrazione, a un mix di culture che coesistono all’interno di una stessa realta’, una realta’ poliedrica e capace di frammentarsi in tanti piccoli microcosmi a seconda delle zone dove si va.

E così la domenica sera passeggiando nel Greenwich village, in particolare in McDougal Street, si scruta per caso un piccolo ristorantino Etiope, Meskerem Ethiopian Cuisine. Una volta dentro, si viene completamente assorbiti dalle tradizioni culinarie del posto…dove… usanza vuole… che si mangi con le mani, e che come portata principale si gustino carne e verdure contornate da una serie di salse differenti. Il tutto accompagnato dall’ Injera, una sorta di piadina spugnosa, morbida e spessa, portata in gran quantita’.  Le spezie sono l’essenza stessa di questi piatti esotici e il gusto è “interessante”, anche se molto molto piccante per i palati non abituati a questi sapori.

Addentrandosi invece nel Lower East side, al 218 east della 10th st, si scopre la cucina orientale da Rai Rai Ken, in particolare il Ramen e i dumplings, entrambi qui squisiti !
Un piccolissimo localino con pochi posti a sedere, molto tipico e pittoresco, dove in pochi minuti si viene immersi nelle tradizioni della cucina giapponese, gustosa e alternativa, dove, ovviamente, si mangia tutto rigorosamente con le bacchette!

Il primo consiste in un piatto unico che unisce zuppa dai diversi aromi, noodles, verdure ed eventuale carne, tofu o pesce, mentre i secondi sono una sorta di ravioli al vapore con dentro  verdure, carne o pesce.

E se volete fare un salto in messico perche’ non passare da Benny’s, nell’ east side (93 avenue A, E 6th st) dove ogni pomeriggio un fantastico happy hour vi permetterà di bere Margaritas a prezzo ridotto e dove con un’ordinazione al tavolo, tra drink e piatti tipici, si è in Messico in un batter d’occhio!

E ancora…volare per una sera a Cuba? Qui non e’ poi cosi’ difficile…basta passare per la già citata La Cubana, a Brooklyn o ancora per La Cubana Social, a Williamsbourg, posto strettamente consigliato per i piatti, i cocktail e l’atmosfera, dove tra l’altro si suona musica dal vivo…

Per chi invece avesse voglia di Cina basta fare un giro per Canal Street e le altre piccole stradine di Chinatown per sentirsi immersi nella comunita’ cinese, comunita’ che pullula di negozietti di ogni tipo  e ristoranti…

Nostalgia dell’Italia? Perche’ no un giro a Mulberry St, a Little Italy, dove, seppur ormai zona troppo turistica, si viene avvolti da un’atmosfera che ci fa sentire un po’ a casa (soprattutto quando rivedi i tuoi adorati biscotti Mulino Bianco in vendita nei negozi!!!).

Per un salto in Italia ancora piu’ consigliabile e’ fare tappa da Eataly, sulla 23rd st.

Si tratta di un enorme spazio concepito interamente per l’esposizione e la vendita di prodotti rigorosamente made in italy, di alta qualita’. Dal caffe’ Lavazza e Illy alla pasta Barilla e Garofalo, dai baci perugina al design di Alessi…

Il meglio dell’Italia passa da qui… Da Eataly oltre ad acquistare e’ possibile mangiare in uno dei tanti ristorantini interni…pesce, carne, salumi, formaggi, e perfino la Pizza da Rosso Pomodoro… 🙂

Insomma, una piccola perla nel cuore di Manhattan!

Al di la’ della parentesi alimentare pero’ e’ facile notare come a New York il melting pot si respiri proprio ovunque…

Ecco cosi’ che ogni mattina in metropolitana, come ad esempio a Herald Square, si esibiscono artisti di strada di culture diverse… una mattina afroamericani o ispanici che ballano hip hop… un’altra europei che cantano con chitarra e microfono, un’altra ancora perfino gli indiani d’america con le loro musiche tradizionali … E così anche a Central park, negli altri splendidi parchi o per strada…

Per  non andare troppo oltre basta anche solo pensare la mia residenza, dove il personale è quasi tutto di origini  ispaniche  e  la loro lingua di comunicazione e’ lo spanglish (lingua che cercano in qualche modo di usare anche con me senza capire che in Italia non si parla spagnolo…ma vabbe’!)

Infine la cosa piu’ sorprendente girando per le strade, almeno per me che vengo dalla Sicilia 🙂 e’ il fatto di vedere a ogni angolo gente di origini diverse…dai cinesi, ai giapponesi, agli arabi, agli spagnoli, ai brasiliani, ai francesi etc…

Camminando si ascoltano un mix di lingue e dialetti diversi e ci si sente davvero al centro del mondo…dove c’e’ spazio per tutti e non c’e’ ragione per discriminare nessuno…

Amo questa citta’…


Cosmopolitans&Nails

A New York c’è un posto dove tutte le donne dovrebbero assolutamente andare almeno un a volta prima di aver lasciato la City…sto parlando del Beauty Bar.

Situato sulla 14 st, tra 3th e 2nd ave (Union Square), questo posto carino e originale offre dalle 18:00 alle 23:00, manicure e cocktails per soli $10!

Tappa consigliata dopo il lavoro per chi cerca un pò di relax tra amiche, al Beauty Bar si è circondate da smalti di ogni tipo, musica, comedy show dal vivo e… alcohol:-)

Il posto, forse prima un  Beauty salon,  è comunque arredato come tale, con grandi caschi per capelli anni ’50 appoggiati alle pareti, tutto in stile retrò…

Così una simpatica e chiaccherona donna si occuperà delle vostre mani per circa 20 minuti, mentre degli ottimi cosmopolitan vi accompagneranno nel vostro benessere e svago pomeridiano…Da non perdere per chi si trova nei paraggi!

Dopo l’aperitivo con manicure perchè non infine un salto alla Meatball Factory, lì accanto, all’angolo tra 14st e 2nd ave… una polpetteria piuttosto cheap per le amanti della carne e anche del gusto un pò piccante!:-)Dal menu  potrete così scegliere il tipo di polpetta (Old School ottime!) e il tipo di salsa da abbinarci su (provate la PepperMonkey!)…il che diligentemente abbinato a una valanga di patatine, come abbiamo fatto noi, rende il tutto ancora più squisito!

Stra consigliato  per una tranquilla cena infra settimanale tra amici!:-)


Metti una sera in concerto…

20120222-010130.jpgAndare ai concerti è una cosa che mi entusiasma molto, soprattutto se a cantare
sono bravi artisti di cui amo ascoltare la musica…

Così quando ho casualmente scoperto che la regina del Soul, Aretha Franklin, sarebbe stata in concerto a New York sabato scorso, ho pensato subito di andare…seppur con qualche piccola esitazione per via del costo del biglietto lo ammetto!:-)

Così, sabato sera, dopo un pomeriggio in giro tra Soho e la Broadway per negozi e negozietti, eccomi davanti al Radio City Music Hall pronta ad ascoltare la voce della grande diva… in compagnia di…me stessa:-)

Non trovando infatti tra le mie amiche nessuna così interessata da spendere $78 per un biglietto, la decisione è stata quella di andar comunque da sola… “Che sarà mai in fondo su!” Ho pensato 🙂

Dopo l’enorme e lussuosa hall all’ingresso del teatro salgo così a prendere posto al secondo anello.

Lì il tipo all’entrata pensa bene di ricordarmi che non mi ha voluto accompagnare nessuno quando, staccandomi il biglietto quasi automaticamente, cerca la seconda persona che,secondo lui, dovrebbe accompagnarmi… mah…beh non c’è!!!!:-) Così dopo essersi scusato e lasciandomi entrare penso: “Ma brutto str…ma non lo vedi che sono da sola???? Ok, problemi???è così difficile per te accettarlo???Si, sono da solaaaa!!! S-O-L-A”

Così dopo aver superato il tizio all’entrata eccomi nel mio intimo posticino a teatro, nel mio piccolo ovulo…il luogo dove godermi le prossime 2 ore di concerto in pace col mondo….

In effetti mi sento completamente a mio agio, per quanto accanto a me ci siano due coppie… e un’altra poco lontano non perda occasione per ballare lenti durante le canzoni più belle…

La voce di Aretha, anche a distanza di così tanti anni, è splendida, unica…da far venire i brividi…(che in effetti ho avuto durante alcune sue canzoni)…e anche il tributo a Whitney Houston è stato un momento molto particolare, momento in cui Aretha si è messa al pianoforte cantando “I will always love you” e parlando della sua amica scomparsa al pubblico…

Belle le canzoni, bravissima l’orchestra e simpatica lei che ironizzava sulla sua età (ha 70 anni!!!)… il tutto è stato davvero molto molto coinvolgente…

Uscita da lì volevo assolutamente comprare un suo cd…avevo così tanta energia in corpo che sono tornata a casa piedi, io e New York… ballottando di qua e di là e canticchiando le sue canzoni.

Il tutto passeggiando sotto i grattacieli della 6 avenue, dalla 53st alla 34st… con piccola tappa a Bryant Park dove mi sono fermata per guardare la gente pattinare sul ghiaccio a suon di musica, sotto le luci colorate della piazza…
Poi via a casa, con un enorme sorriso sulle labbra… 🙂

Strani incontri notturni…

Per chi non lo sapesse vivo in una residenza….e per chi non lo sapessi, si, abbiamo i bagni in comune
Per cui poco fa esco in corridoio per andare in bagno…apro la porta.. e… salto  per aria!!!
Una ragazza sdraiata praticamente davanti alla mia porta, era buttata  per terra tipo morta..
Bene: nn so che cavolo fare…
“La lascio qui?, La salto e passo avanti? Chiamo giu in reception?La sveglio?”
Poi penso… “E se provo a svegliarla e questa si alza di botto?” Io potrei morire…lancerei un urlo che mi sentirebbero fino al 1 piano (io sto al 9).
Poi penso ancora ” E se è morta? E se mi trovano qui accanto al corpo mentre cerco di svegliarla e credono sia io che l’ho accoppata?”
Ok devo decidere!
Provo a chiamarla… (in tutto ciò mi sn resa conto che respirava cmq) ma niente….nulla….non reagisce…
Passano alcuni minuti e x fortuna esce un’altra tipa da una  stanza… anche lei salta in aria quando la vede lì, con me accanto…così dopo aver spiegato che IO ERO SOLO DI PASSAGGIO…decide di chiamare giu in reception…
Dopo un po arriva  una tipa stile famiglia Robinson, bella cicciotta e simpatica
Prova a svegliarla…prima cn le parole, e quella non risponde… poi la scuote piano… e quella nn risponde…poi più forte…ma ancora nulla
Così comincia a dire piùvolte, guardandomi: “This is not good!” This is not good!”
Ho capito che nn è good ma che ti posso dire io?, penso.
Così dopo vari this is not good e il terrore da parte di tutte e tre che la tipa fosse svenuta  o in coma etilico o qualcosa di peggio questa dal nulla spalanca gli occhi!….tipo film horror!:-)
Tuttavia non batte ciglio…mi rendo conto che è sicuramente  fatta…però mi fa pena poverina… secondo me deve aver preso qualcosa di pesante magari senza saperlo, forse qualche pasticca o qualche acido chi lo sa…
Fatto sta che aveva le pupille dilatatissime…sembrava un vampiro:-)
Cmq…la tipa della reception le chiede allora se quella di fronte sia la sua stanza..ma lei non è con noi, è in un’altra dimensione:-)…farfuglia un “si”…  per cui la tipa le apre la stanza e dall’interno si sente una ragazza che urla:
“Nooo, it’s my room”
Ok proviamo con quella accanto…(che la strafatta sosteneva fosse ancora la sua) ma altre urla e porta sbattuta in faccia…
A un certo punto lei  prende il volo e va verso gli ascensori…
La tipa della famiglia Robinson dice a me e all’altra ragazza di seguirla…Così io e il mio pigiama di pile con l’orso ci aggiriamo x i corridoi del Webster in allegria…chiedendoci: “Ma io proprio ora dovevo decidere di andare in bagno?”
La tipa non sa neanche quale sia il suo nome…ma alla fine riusciamo a farci dare l’ID e a capire qual sia la sua camera…
E così buona notte buona notte e la simpatica ragazza strafatta se ne torna nella sua 3 dimensione lasciandoci tutte e 3 abbastanza sconvolte dalla cosa… Le porte dell’ascensore si chiudono e noi, tre perfette sconosciute, iniziamo a ridere dello scampato pericolo…

E poi ci si affeziona un pò…

Ogni mattina esco di casa e lo vedo lì… imponente, luminoso, che guarda verso il cielo…è l’Empire State Building.

Vederlo mi mette di buon umore, mi ricorda quanto sia stata fortunata a trasferirmi,anche se per poco tempo, in una città così viva, energica, caleidoscopica, come New York…

Ogni mattina quindi, che io sia contenta, arrabbiata, stanca, allegra, pensierosa etc..lui mi osserva con il suo aspetto altero e solenne….un osservatore silenzioso che vigila sulla città dall’alto, che scandisce il passare delle mie giornate qui nella Grande Mela.

Devo ammettere che mi sono abituata a vederlo tutte le mattine e temo sarà una delle prime cose che mi mancherà al mio ritorno in Italia…

…così come la mia routine mattutina…il solito pezzo di strada che, auricolari alle orecchie,  faccio da casa alla fermata di Penn station, tra 34st e 8 avenue…

L’attesa del mio treno…il percorso in metropolitana, che ormai ho imparato a conoscere anche a occhi chiusi  fino alla fermata Lexington avenue/53st…la fila interminabile alle scale mobili per uscire fuori dalla subway… e infine i miei ormai affezionati 15 blocchi a piedi, che di solito faccio velocemente,  parlando al telefono e osservando di sfuggita il paesaggio che mi circonda, costituito da un susseguirsi di grattacieli, negozi, ristoranti,bar, café, librerie, chiese, persone e taxi gialli ovunque…

La prima volta che ho pensato al fatto che questa città mi mancherà è stato domenica scorsa, quando, rientrando a casa, la sera, ha cominciato a nevicare…un nevischio sottile e quasi impercettibile ma che, alzando il naso all’insù, regalava uno spettacolo notturno bellissimo agli occhi…Uno strano silenzio, una quiete generale, i palazzi seminascosti dalla nebbia e appena ricoperti di neve…

E oggi, mentre passeggiavo per negozi su Madison avenue il pensiero è tornato, quando, alzando di nuovo per un attimo il naso all’insù,  gli enormi grattacieli hanno fatto capolino:-)

Ed è sempre così… quando si comincia a sentire che manca poco ad andar via da un posto, un posto che si sta appena cominciando a far proprio, dove ci si  è ricavati una piccola, piccolissima nicchia…lì… ci si accorge di essersene già affezionati… senza che ce ne si sia resi conto…:-)